Santa Maria del Monte La Grangia di Campo Imperatore

Non sono il primo ad averla visitata, nè uno storico, nè un ricercatore, ma un curioso. Non sapevo minimamente a cosa servisse e cosa fosse. Ho avuto il desiderio di andarla a visitare, dovevo vederla e fotografarla. La  struttura è sita a Campo Imperatore, a pochi minuti dal Lago di Racollo. Siamo in Abruzzo, nel versante meridionale del Gran Sasso, tra le tenute di Paganica e Santo Stefano di Sessanio. Sto parlando dei ruderi granciali di Santa Maria del Monte. Si raggiungono rapidamente, partendo da Racollo, già da lontano, mentre si attraversa il Prato del Bove si intuisce la grandezza di questa struttura. Una volta giunti alla struttura non si può che rimanere stupiti di questa opera, si percepisce la vita, l’odore degli animali, le voci, la solidità dell’architettura, le stanze, i volumi, i recinti, e ci si domanda perchè è stata fatta qui? a cosa serviva? chi l’ha edificata? in che periodo? …. Volevo le risposte, ed ho pensato al professore Alessandro Clementi, il massimo esperto di architettura e storia medievale del Gran Sasso. Leggendo il suo libro ho capito l’importanza storica, culturale ed economica di questo sito. I ruderi di Santa Maria del Monte sono associati alla Badia di Casanova, era una Grangia facente parte dei possedimenti di Santa Maria di Casanova. Grangia edificata nel 1222 , l’insediamento è sito a 1600m di altitudine. Sono ancora visibili i perimetri degli ampissimi stazzi permanenti chiusi dai recinti in pietre a secco. La Grangia sembra ripetere il tipo edilizio di una masseria, completa di chiesetta, stalle, magazzini e spazi per la lavorazione dei prodotti alimentari e artigianali, era, quindi autosufficiente. Struttura imponente per il luogo, che fa percepire l’enorme sforzo di bonifica attuato dai Cistercensi. Bonifica del territorio e culturale, i Cistercensi insegnano qualcosa ai contadini e ai pastori, ed in cambio gestivano l’economia dei loro prodotti,  intorno alle attività pastorali e agricole gravitò un enorme massa di lavoro umano che comportò cospicui investimenti di capitali, e di conseguenza ricavi da capogiro. Tant’è che ci fu un periodo sociale molto stabile e duraturo. La loro presenza, in virtù delle loro regole, riuscì a far integrare tutte le realtà lavorative. Ma perchè viene edificata proprio qui? come indicava il De Marchi, a Campo Imperatore nasce “un’herba sotilissima, ma non cresce più d’un mezo dito ma è foltissima et ingrassa le pecore assai” , il versante meridionale del Gran Sasso era sfruttato dalle comunità locali per la pastorizia e la coltivazione di cereali, la montagna era uno strumento insosituibile di vita. Era il luogo a mezza via tra i castelli e il luogo di lavoro,  Santa Maria del Monte fu un grande centro di smistamento di bestiame, diventando il capolinea della transumanza e dello scambio di prodotti alimentari.

Il convento era vissuto tutto l’anno, ma d’inverno le condizioni proibitive di questo territorio, spingevano i monaci a spostarsi nell’umilissimo insediamento in contrada “Le Condole”, sito a qualche centinaio di metri più in basso dell’insediamento granciale. Si raggiungeva in poco più di mezz’ora di cammino, una piccola valle riparata dai venti e coltivata a lenticchie ed orzo. Si notano tutt’oggi i ruderi di antichi insediamenti che testimoniano la vita sacrificata dei frati. Se ne contano cinque, l’architettura è tipica dei Cistercensi, volumi parzialmente interrati per conservare il calore, murature in pietra spesse un metro, e volte a botte. Strutture a due piani, ampie e sicure. Architetture solidissime, costruite con una razionalità tecnologica ben precisa. Venivano usate solo dai monaci per sfuggire alle condizioni proibite, mentre i pastori, i servi, sfruttavano le Locce.

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Dove: Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Comune: Santo Stefano di Sessanio
Bellezza:
Difficoltà:

INFORMAZIONI UTILI
Da Santo Stefano di Sessanio si prende la strada per il Lago di Racollo. Lungo la strada noterete un abbeveratoio, da qui potete partire per le Condole, mentre una volta giunti al lago potete raggiungere la Grangia. 

2 comments

  • Ciao Alessandro, provo a darti qualche dettaglio. L’abazia di Casanova fu voluta e finanziata dal Conte Berardo di Loreto e da sua moglie. L’obiettivo, come al solito, era anche politico, oltre che religioso. Si trattava di scardinare il potere fin troppo invadente dell’abazia di San Bartolomeo in Carpineto, che tante volte aveva rivendicato terre e possedimenti nel territorio di Loreto, di contrapporre un potere religioso monastico a quello episcopale di Penne, e di dare lustro ad una casata che, al tempo, controllava un territorio che andava da Ortona a Montebello, dal Pescara alla Piomba.
    Controllando una fascia di terra così ampia, il Conte pensò bene di affidare ai Cistercensi il controllo della pastorizia a Campo Imperatore. Come scrivi bene tu, la grangia era una sorta di Capolinea per la Transumansa da e verso la costa, con la possibilità, per il Conte, di controllare il flusso delle pecore dalla montagna fino al mare (tutto sul suo territorio).
    Casanova crebbe su queste premesse, ma la grangia non ebbe lunga vita perché le condizioni a Campo Imperatore erano proibitive e anche perchè la dinastia di Berardo si estinse velocemente con il figlio che non ebbe la stessa fortuna del padre.
    Grazie per le immagini.
    Stupende.
    Alvise.

  • Grazie Alvise per l’informazione che mi hai dato 😉

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