Notturna al Monte Gorzano La mia escursione più epica

Quando, un’idea ti balena nella mente per un paio di anni, le condizioni ottimali e tutto il resto ti si allineano come vorresti, l’unica cosa che puoi fare è, prendere lo zaino, la testa e partire…. Così mi il piccolo sogno si è avverato!! Questa volta l’idea era molto ambiziosa, salire in notturna il Gorzano in invernale per ammirare l’alba. Il monte Gorzano è la vetta più alta dei Monti della Laga, 2458m. Tutto mi si è allineato come desideravo, tutti e tre gli amici di escursione, il meteo e le condizioni della neve, tutto ciò mi fece scattare la molla per  provare a fare questa pazzia. Pazzia pianificata in ogni minimo dettaglio, itinerario, orari, equipaggiamento, avevamo pensato a tutto anche agli imprevisti, quasi tutti. Volevo fare un regalo ai miei intrepidi e fedeli amici di escursione, che mi seguono in ogni escursione idealizzo, questa notturna è stata possibile grazie ad Eleonora, Mario e Paola…. Senza la loro ostinazione, non sarei mai arrivato in vetta! Non immaginate minimamente cosa sopportammo durante la salita per vedere lo spettacolo degli spettacoli naturali che pochissime persone hanno avuto il privilegio di vedere…. concedetemi questa piccola presunzione, ma ce lo siamo meritato!! Arriva finalmente il weekend giusto, tra il 28 e il 29 marzo (2015). Le settimane prima il meteo fu avverso, nevicate copiose avevano coperto bene tutta la dorsale della Laga teramana, il rischio di slavine era alto dentro i fossi e le vallate, di notte non potevamo correre rischi quindi pianificammo un itinerario senza rischi. Nel frattempo c’erano state diverse notti di gelate tali da compattare per bene tutto il manto nevoso in quota. Partimmo a mezzanotte dal paese di Cesacastina, temperatura bassa, non gelida. L’umore era alle stelle, carichi e sicuri di avere tutto sotto controllo, partimmo senza paura! ma… tutto non lo prevedemmo… la salita inizia su neve ghiacciata, calzammo subito i ramponi per sicurezza così salimmo velocemente verso la Costa delle Troie. Scegliamo l’itinerario più sicuro e semplice, dove i pericoli erano veramente pochi, ma…  Intanto alle nostre spalle si ammirava tutta la provincia di Teramo illuminata dalle luce delle città,  mentre noi illuminavamo con le frontali il percorso, senza luna piena bisognava dare libero sfogo alle frontali, procedemmo bene fino al limite del bosco… Avevamo previsto tutto, tranne… la bufera di vento!!! Appena fuori dal bosco inizia la tormenta. Ecco, pianificammo tutto ma questo imprevisto non lo considerammo per niente! Le folate erano fortissime, il frastuono non permetteva di parlare, ma il disagio peggiore era dato dai cristalli di ghiaccio sollevati dal vento che scartavetravano il volto! A tratti era doloroso proseguire, ma tanto vento significava tanta limpidezza del panorama, pulizia. Ricordavo dai bollettini meteo che non erano previste perturbazioni, quindi tutto sarebbe rimasto pulito e sicuro, nonostante il disagio avevo una voglia pazzesca di salire su, ma non potevo mettere a repentaglio gli altri. Chiedo più volte se volessero proseguire, ed ogni volta le risposte erano molto sicure e determinate, volevano continuare!!! Così si realizzarono le sei ore di salita notturna sotto una bufera costante di vento e ghiaccio. La bellezza del panorama che si iniziava a delineare mentre il cielo schiariva ci lasciò senza parole, sopra la catena del Gran Sasso un’enorme lenticularis inizia a formarsi, verso est tutta la provincia teramana fin giù al mare brillava e luccicava. Tra di noi ci parlavamo con gli sguardi, era impossibile farlo in altri modi, ed ogni sguardo valeva mille parole. Alle ore 6:00 siamo in vetta, e succede l’inaspettato… la montagna ci fa il regalo più bello che potesse farci… appena in vetta il vento cessò!!! Se stavo godendo? si! tanto! Panorama incredibile su tutti i fronti, lenticularis sul Gran Sasso, la cresta dei monti della Laga completamente innevata, da monte di Mezzo a Pizzo di Sevo, cielo limpido e senza foschia, si poteva ammirare tutto distintamente. Faceva molto freddo, ma non ci interessava, era incredibile tutta l’atmosfera, non vi descrivo l’entusiasmo e l’umore dei folli che mi hanno seguito, meglio di no, secondo me erano sotto l’effetto dell’adrenalina. Dopo 50 minuti di attesa, è arrivato lo spettacolo che tanto  avevamo aspettato, l’alba! Spettacolo che ha reso questa escursione la più epica che abbia mai fatto! Eravamo al settimo cielo, ma alle 7.30 dovevamo scendere per sfruttare il suolo ancora ghiacciato, non avevamo sonno, per l’eccitazione il sonno e la stanchezza erano passati…. tant’è che facemmo anche un mega pranzo a Cesacastina con polenta a volontà!!!!  è stata un’esperienza unica.

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