Il ghiaccio della Morricana Inverno 2016 tra Morricana e Cannavine

I Monti della Laga, sono il mio terreno escursionistico preferito. Li sto percorrendo così assiduamente che iniziano ad essere senza segreti. Quel che amo di questi monti è protetto nei difficili fossi. Essi celano il vero fascino della Laga, l’acqua, i torrenti e le cascate, che, d’estate si manifestano in grandiosi spettacoli in movimento, ma d’inverno diventano grandiose sculture. Dopo anni di attesa, di sopralluoghi, arrivano le condizioni meteo favorevole. Nel frattempo la crescita tecnica nella progressione su ghiaccio è aumentata, e quest’anno ho esaudito un altro mio desiderio fotografico. Il meteo è una variabile strana, può illudere, ti può ingannare, ma ti può dare tanta soddisfazione. Da tempo non si verificavano  condizioni così buone per la formazione di colate di ghiaccio.  Il binomio alta pressione fredda e scarso innevamento è durato un mese, tale da formare il ghiaccio dove desideravo andarlo a fotografare, nei fossi della Morricana e de Le Cannavine. Evento, negli ultimi decenni, abbastanza raro, ma possibile!!! Quasi un mese al freddo e all’ombra, mentre in alto c’era il sole, credetemi è stato il freddo più adorabile mai percepito 😀 .  

Negli anni 70 ha inizio, da parte di alcuni ascolani, capeggiati dall’idea di avventura e scoperta di Marco Florio (1941-2005), l’esplorazione sistematica dei  Monti della Laga. Si pensava ai Monti della Laga come colline e non come  vera è propria montagna. Adatta a piccole escursioni, trekking e sci escursionismo. Alberico Alesi (grande divulgatore della bellezza della Laga) scrive della Laga:

….“Quello a destra è il Vettore con i Sibillini, laggiù in fondo a sinistra si vede invece il Terminillo”, e le montagne in mezzo? “Niente, quelle non sono niente, si chiamano Monti della Laga” (C. A. Pinelli, presentazione del volume Monti della Laga, Guida Escursionistica). No, quella non era terra per l’alpinismo. Questo è il macigno che abbiamo dovuto rimuovere prima di accorgerci che proprio in quel “niente”, per ironia della sorte, si nascondeva l’ideale terreno di applicazione di quella che era allora la più moderna tecnica alpinistica: la piolet traction….

Negli  anni 80, la svolta, grazie ad un gruppo di alpinisti ascolani. Intuiscono il fascino dell’intrinseca idrografia di superficie, costituita dalle numerose cascate, che solo gli alpinisti potevano immaginare campo di divertimento sotto zero. Inizia così la ricerca delle cascate ghiacciate più belle da salire, sia sul versante occidentale che su quello orientale. Le prime cascate che cadono nelle mani degli alpinisti ascolani sono quelle del versante occidentale, Gorzano, Barche e via via le altre. Nel 1988 la svolta definitiva che consacra la Laga come “Vera montagna” ,   grazie ad un articolo che illustrava le cascate ghiacciate della Laga pubblicato sulla rivista ALP. Scrive Alesi: 

…Nel 1988 proponemmo alla rivista “Alp” un articolo sulle cascate della Laga. Che anche al sud potessero esserci montagne non era ancora un concetto che poteva darsi per scontato in ambienti alpini, basti pensare che negli anni settanta, per giustificare la presenza di stazioni di soccorso alpino da noi, ci toccò inviare foto e documentazioni. Ma raccontare che potessero esserci cascate di ghiaccio in Appennino, non era solo inaudito: significava prendere la gente per fessa. Infatti la redazione, immagino tra sorrisi ironici, ci chiese di anticipare foto che giustificassero la richiesta di pubblicare su una rivista che faceva delle immagini il suo punto di forza. Quando Camanni (allora direttore di Alp) vide le belle immagini del Calibba, ce lo ha detto dopo, saltò dalla sedia. Certo che c’erano le cascate, e che cascate! L’articolo uscì, con foto a tutta pagina, e fece scalpore nell’ambiente alpinistico del centro Italia…

….poi è storia recente, aperta la porta sono entrati tutti in questo mondo alpinistico, da tutta l’Italia centrale sono arrivati alpinisti ad ammirare la bellezza di queste salite di ghiaccio. Ma tutto ciò non è possibile ogni anno, anzi, nell’ultimo decennio è risultato  abbastanza raro vederle ghiacciate sufficientemente bene, tali da essere salite in sicurezza. Da diverso tempo mi balenava la voglia di fotografare integralmente uno dei tanti fossi, desideravo tanto fotografare il fosso della Morricana, e così è stato!! Durante la fine di novembre e tutto dicembre, dopo una corposa nevicata, si è instaurato un potente campo di alta pressione che ha fatto precipitare le temperature dando la possibilità e tempo alle cascate di formarsi. Le ho inseguite per un mese, tra sopralluoghi, tentativi e voglia di fotografare sono riuscito a realizzare la prima serie fotografica delle cascate ghiacciate del Fosso della Morricana e de le Cannavine. Ho inseguito integralmente tutti i fossi e le diramazioni, le ho cercate, le ho trovate, le ho aggirate, le ho salite, anche in libera per fotografarle.  Cascate conosciute ed altre mai censite, la Morricana, la Morricana alta, la Liscinella e Replica, nel fosso della Morricana, le ho viste tutte. Ce ne sono altre oltre il limite del bosco ancora vergini, che aspettano di essere salite in stile alpino e di essere denominate, stessa sorte tocca alle cascate  nei canaloni de le Cannavine…. fatevi avanti!

Più o meno ne ho contate una quindicina tra la Morricana e le Cannavine, sono tante, tutte diverse, tutte belle. Ecco una mia elaborazione schematica con le posizioni delle cascate. Un avviso a chi si vuole accingere a vederle, state attenti a quello che fate, se andate usate tutte le precauzioni e la sicurezza necessaria per non fare stupidaggini.

 

Il fosso della Morricana presenta diversi salti, dal più famoso e turistico, la cascata della Morricana a 1500m fino ad arrivare ai salti superiori situati sui 2000m. In condizioni particolari tutti i salti ghiacciano fino a creare uno degli spettacoli più intriganti della Laga. Raro vedere solo ghiaccio, normalmente questi stretti canali si riempiono di neve fino a coprire le cascate.

Il fosso delle Cannavine, è il fosso parallelo a nord della Morricana, più lungo, con salti ghiacciati molto suggestivi. Queste cascate ancora non vengono salite, in parte l’ho fatto mentre scattavo foto, ma non le ho salite integralmente. Conoscevo il luogo avendolo percorso nelle varie stagioni, ma sinceramente, non mi aspettavo tutta questa bellezza ghiacciata. 

Quasi un mese di salite e di ricerca del luogo, con le condizioni ottimali per questo tipo di fotografia. Spero vi sia piaciuto il reportage 🙂 

Da dove si parte

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